Roma – C’è chi vorrebbe vedere sulla propria auto le iniziali del proprio nome, chi sceglierebbe una data importante, chi un numero fortunato e chi, probabilmente, non rinuncerebbe a realizzare qualcosa di originale per mostrare un lato della propria personalità. Una possibilità che in diversi Paesi è già realtà e che presto potrebbe arrivare anche in Italia: quella di scegliere una targa personalizzata.
La novità è contenuta nella riforma del Codice della Strada approvata dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026. Una modifica che introduce la possibilità di richiedere una combinazione alfanumerica dedicata, superando, almeno in parte, il tradizionale sistema di assegnazione progressiva delle targhe.
Una prospettiva che ha già acceso la curiosità degli automobilisti e, soprattutto, la fantasia degli utenti dei social. Perché se negli Stati Uniti le cosiddette vanity plates sono ormai una consuetudine, in Italia la possibilità di scegliere lettere e numeri potrebbe trasformarsi anche in una nuova forma di espressione personale. E a Roma, naturalmente, il terreno per l’ironia è sempre fertile.
Targhe personalizzate: che cosa cambia con il nuovo Codice della Strada
La possibilità di richiedere una targa con una combinazione alfanumerica scelta dal proprietario non è un’idea del tutto nuova nell’ordinamento italiano. L’articolo 100 del Codice della Strada già contempla questa facoltà, ma per renderla concretamente operativa sono mancate, fino a oggi, le disposizioni applicative necessarie.
La riforma punta proprio a dare attuazione a questa possibilità, introducendo un sistema che consentirà agli automobilisti di richiedere una sequenza personalizzata in fase di immatricolazione o reimmatricolazione del veicolo.
Non si tratterà, dunque, di poter modificare liberamente la targa già installata sulla propria automobile, né di acquistare una combinazione da applicare successivamente al mezzo. La richiesta dovrà seguire una procedura ufficiale e la produzione continuerà a essere affidata allo Stato, attraverso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
La personalizzazione riguarderà esclusivamente la sequenza di lettere e numeri: formato, dimensioni, colori e caratteristiche di leggibilità resteranno quelli previsti dalla normativa. La targa dovrà continuare a garantire l’identificazione immediata del veicolo, anche da parte delle forze dell’ordine e dei sistemi di rilevamento elettronico.
Quali combinazioni si potranno scegliere? Non tutto sarà consentito
La libertà di scelta avrà naturalmente dei limiti. Le combinazioni richieste dovranno essere uniche e non potranno coincidere con quelle già assegnate a veicoli ancora in circolazione. Saranno inoltre escluse sequenze offensive, ambigue o ingannevoli, così come quelle che potrebbero compromettere la corretta identificazione del mezzo.
Secondo le prime indicazioni diffuse, il modello di riferimento dovrebbe mantenere la struttura attuale delle targhe italiane, con sette caratteri: due lettere, tre numeri e altre due lettere. L’alfabeto utilizzabile comprende 22 lettere: restano escluse I, O, Q e U, perché facilmente confondibili con altri caratteri, mentre potranno essere impiegate anche J, K, W, X e Y.
Le modalità definitive e i requisiti tecnici dovranno comunque essere precisati dalle disposizioni attuative. Non è quindi ancora possibile sapere con certezza quali parole, sigle o sequenze saranno effettivamente ammesse.
Un punto, invece, è già chiaro: non sarà possibile trasformare la targa in una piccola insegna pubblicitaria o in un accessorio da decorare a piacimento. Adesivi, simboli, stemmi e qualsiasi elemento che possa alterarne la leggibilità continueranno a essere vietati.
Quanto costerà una targa personalizzata?
La possibilità di distinguersi avrà un costo non trascurabile. Le cifre indicate nelle prime informazioni sulla riforma parlano di 600 euro per le automobili e 360 euro per i motocicli.
Per le auto, l’importo comprende 500 euro destinati alla produzione delle targhe da parte dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e 100 euro di maggiorazione per la scelta della combinazione personalizzata. Per le moto, il costo previsto è di 360 euro.
A queste somme dovranno comunque aggiungersi i normali costi delle pratiche di immatricolazione. Si tratta, dunque, di un servizio facoltativo, pensato per chi attribuisce un valore particolare alla possibilità di scegliere la propria sequenza identificativa.
La targa, inoltre, resterà associata al veicolo e non diventerà un elemento trasferibile liberamente da un’automobile all’altra o dal proprietario a un altro mezzo. Un aspetto da considerare anche in vista di una futura vendita dell’auto.
Quando si potranno richiedere?
È probabilmente la domanda che molti automobilisti si stanno già ponendo. La risposta, però, è che bisognerà ancora attendere.
L’approvazione dello schema di riforma da parte del Consiglio dei Ministri rappresenta un passaggio importante, ma non equivale all’attivazione immediata del servizio. Il testo dovrà completare l’iter previsto, ricevere i pareri degli organi competenti ed essere pubblicato definitivamente. Successivamente saranno necessari i provvedimenti attuativi e l’adeguamento dei sistemi informatici della Motorizzazione.
Le indicazioni attualmente disponibili collocano l’entrata in vigore della nuova disciplina nel 2028, ma non esiste ancora una data dalla quale sarà possibile presentare le richieste. Per questo motivo, chi sta già pensando alla combinazione perfetta dovrà avere ancora un po’ di pazienza.
E a Roma? Tra ZTL, traffico e romanità, la fantasia non manca
Se la notizia ha suscitato curiosità in tutta Italia, a Roma offre anche un terreno particolarmente fertile per qualche battuta. Del resto, nella città in cui il traffico è spesso un argomento di conversazione quotidiano, la targa personalizzata potrebbe diventare un’occasione per raccontare, con ironia, il rapporto tra automobilisti e strade della Capitale.
C’è da immaginare che qualcuno potrebbe desiderare una targa che ricordi una delle tante giornate trascorse in fila sul Lungotevere, qualcun altro potrebbe voler rendere omaggio alla propria abilità nel districarsi tra ZTL, deviazioni e parcheggi introvabili. E poi ci sono le espressioni romane, i soprannomi e quel modo tutto capitolino di commentare ciò che accade: materiale, insomma, per una creatività che potrebbe non conoscere confini.
Naturalmente, si tratta soltanto di suggestioni scherzose: le combinazioni effettivamente ammesse dovranno rispettare i vincoli tecnici e normativi. Ma una cosa è certa: se la personalizzazione delle targhe arriverà davvero sulle nostre strade, sui social non mancheranno proposte e interpretazioni decisamente originali.
La targa resta un elemento di identificazione, non un semplice dettaglio estetico
Al di là dell’aspetto curioso della novità, è importante ricordare che la targa conserva una funzione fondamentale: identificare il veicolo e consentire i controlli amministrativi e di sicurezza. La possibilità di personalizzarla non modifica gli obblighi previsti per la circolazione e non introduce alcuna libertà di alterazione del supporto.
Per chi si occupa quotidianamente di automobili, manutenzione e sicurezza stradale, come l’autofficina Centro Auto Roma Srl di Gianluca Pietrucci, nel quartiere Prenestino/Labicano, ogni cambiamento normativo rappresenta anche un’occasione per informare gli automobilisti e aiutarli a orientarsi tra nuove disposizioni e adempimenti.
In attesa che la riforma diventi operativa, dunque, c’è ancora tempo per pensare alla propria combinazione ideale. Magari senza avere troppa fretta: a Roma, prima di scegliere una targa che racconti chi siamo, forse converrà assicurarsi che non racconti soprattutto quanto tempo trascorriamo in coda!
Centro Auto Roma Srl, in via Raimondo Montecuccoli 30-32A, è un punto di riferimento per gli automobilisti del quadrante Est della Capitale, con servizi di revisione, tagliando, manutenzione e assistenza. Per informazioni e appuntamenti è possibile rivolgersi direttamente all’officina.




